| ATTIVAZIONE AGENDA 21 SAN FILIPPO
DEL MELA
La costituzione ufficiale di Agenda 21 del Comune
di San Filippo del Mela è avvenuta il
19/12/2003, con l'approvazione della delibera
di G.M. N 204 di adesione alla carta delle Città Europee
per uno sviluppo durevole e sostenibile - Carta
di Aalborg-. Invero l'amministrazione Comunale
aveva percorso i primi passi sin dal programma
elettorale e aveva reso il Suo intendimento con
la presentazione pubblica del manuale "La
Valle del Mela e l'area ad elevato rischio",
illustrato dal Sindaco Dott. Giuseppe Cocuzza
alla presenza dell'Assessore Regionale all'Ambiente
e dei Sindaci dell'area ad elevato rischio ambientale,
il giorno 15 luglio 2003, nell'aula consiliare
della sede Comunale. Il giorno successivo,16
luglio, presso la sede dell'Assessorato Regionale
all'Industria, in occasione della convocazione
dell'Assessore Regionale all'Industria Dott.
Marina Noè alla presenza dei Sindaci,
del Presidente ASI Ing. Angelo Sottile, degli
amministratori e dirigenti della locale centrale
termoelettrica Edipower. In seguito si sono tenute
importanti incontri centrati sul tema dell'ambiente-qualità dell'aria,
suolo, rifiuti ed acque-, dell'immigrazione,
della tossicodipendenza, della sicurezza delle
strade ed ivi sono stati introdotti ed attivati
i principi di Agenda 21 Locale . Parimenti, il
Sindaco, nominato l' esperto per lo sviluppo
sostenibile, promuove riunioni e determina alleanze
per l'implementazione territoriale di Agenda
21 L.
Da questi primi incontri preliminari e, grazie al contributo ed alla
partecipazione attiva degli attori portatori di interesse (nello specifico:
insegnanti, volontari,rappresentanti di associazioni di volontariato
e sportive, rappresentanti delle industrie locali) è emerso l'interesse
per l'attuazione e l'implementazione dei processi ed azioni di Agenda
21 L.
AGENDA 21 LOCALE: COS'È, LE FASI E
I VANTAGGI
Agenda 21 è il Piano di Azione dell'ONU
per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile
per il 21° secolo definito dalla Conferenza
ONU Sviluppo e Ambiente di Rio de Janeiro nel
1992, e sottoscritto da 180 Governi.
L'Agenda 21 locale costituisce un processo partecipato in ambito locale
per giungere ad un consenso tra tutti i settori e attori della comunità locale
per elaborare un Piano di azione di lungo termine verso la sostenibilità ambientale,
sociale ed economica del territorio locale.
Per "sviluppo sostenibile" si intende uno sviluppo che
risponda alle necessità delle generazioni attuali senza compromettere
la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni.
("World Commission of Environment and Development")
Gli obiettivi dell'Agenda 21 sono inoltre elementi di riferimento di
molte politiche e programmi a livello comunitario (Carta di Aalborg della
Campagna Europea delle Città Sostenibili) e nazionale. Il Governo
italiano ha adottato negli anni scorsi un Piano nazionale per lo sviluppo
sostenibile in attuazione dell'Agenda 21.
Anche in Italia alcune decine di città , tra cui diverse in Emilia
Romagna, hanno aderito alla Carta di Aalborg della Campagna Europea delle
Città Sostenibili e si sono quindi impegnate formalmente a definire
un progetto di Agenda 21 Locale che coinvolga la città nel suo
insieme.
LE FASI DEL PROCESSO DI AGENDA 21 LOCALE
Come viene raccomandato dall'ICLEI, il principale
network a livello internazionale che aiuta le
amministrazioni pubbliche a promuovere l'Agenda
21 Locale , e sulla base delle esperienze intraprese
da moltissimi Comuni d'Europa, l'Agenda 21 Locale
si basa sull'attivazione e gestione di un processo
partecipato che prevede la costituzione di un
apposito FORUM, che vede coinvolta la massima
rappresentatività degli interessi e dei
vari settori del territorio.
Un Piano di Agenda 21 Locale deve riflettere le visioni, i valori, le
aspirazioni, gli obiettivi , gli strumenti, i mezzi di azione, i criteri
di valutazione e i metodi di operatività di ogni attore, favorendo
una vasta partecipazione e collaborazione nello sviluppo del Piano d'azione.
È possibile individuare 4 fasi nel processo di Agenda 21 locale:
| 1) |
Audit
del territorio: La
raccolta di tutti i dati
di base sull'ambiente
fisico, sociale ed economico
(=scelta degli indicatori
di sostenibilità)
attraverso l'individuazione
e il contatto con i diversi
attori locali come le
associazioni del volontariato
e ambientaliste, le associazioni
di categoria, le imprese
e le loro associazioni,
le circoscrizioni, le
scuole, gli enti di controllo,
gli ordini professionali
al fine di costituire
ufficialmente il forum
Agenda 21 locale e definire
le sue attività; |
| 2) |
Consultazione
permanente: L'avvio
di un processo di consultazione
della comunità locale
allo scopo di individuarne
i bisogni, di definire
le risorse che ogni parte
può mettere in
gioco; |
| 3) |
Attivazione
del Forum: Tutti
gli interessi ed i protagonisti
locali vengono coordinati
all'interno di un'assemblea
(Forum) che ha il compito
di orientare il processo
di elaborazione dell'Agenda
21 locale e di monitorarne
l'applicazione concreta; |
| 4) |
Target
e piano d'azione: La
definizione di obiettivi
concreti e quantificabili
da associare a precise
responsabilità e
scadenze. Definizione
di un programma di azione
necessario per il raggiungimento
degli obiettivi. |
I VANTAGGI DI AGENDA 21
LOCALE
Il Progetto di Agenda 21 Locale
può essere considerato
come un nuovo progetto territoriale,
sociale e culturale locale
inserito in un contesto nazionale,
europeo e internazionale, nell'ottica
del "pensare globalmente
e agire localmente".
L'Agenda 21 Locale è un nuovo strumento che permette:
 |
La
partecipazione attiva di
tutti gli attori locali
nei processi decisionali; |
 |
Maggiore
consapevolezza e responsabilità di
tutti gli attori locali
alla risoluzione dei problemi
e delle scelte future del
proprio territorio; |
 |
L'introduzione
di un approccio sistemico
e interdisciplinare ai
problemi sociali, economici
e ambientali; |
 |
La
valorizzazione della diversità di
approcci, progetti e culture
esistenti sul territorio
locale; |
 |
La
possibilità di costruire
nuove "alleanze" tra
diversi attori su progetti
condivisi.
I vantaggi per i singoli attori nel partecipare all'Agenda 21 Locale
sono molteplici |
Ogni attore/settore può:
 |
Fare
conoscere le problematiche
e il punto di vista del
proprio settore ad una
ampia gamma di soggetti; |
 |
Diffondere
la conoscenza e valorizzare
progetti realizzati e in
corso; |
 |
Apprendere
e scambiare informazioni
e conoscenze; |
 |
Essere
parte attiva in termini
di idee e stimoli nella
definizione di nuovi progetti
sul territorio. |
SOGGETTI COINVOLTI
Università, Ricerca
e Ordini professionali
Cosa può fare
il mondo universitario e della
ricerca per lo sviluppo sostenibile
e l'Agenda 21 Locale?
 |
Elaborare
programmi di studio che
favoriscano l'integrazione
delle problematiche delle
sviluppo sostenibile all'interno
delle singole discipline; |
 |
Promuovere
nuovi corsi interdisciplinari
per nuovi profili professionali; |
 |
Promuovere
nuovi programmi di ricerca
interdisciplinare in un'ottica
di sviluppo sostenibile; |
 |
Introdurre
codici di condotta etica
nella ricerca, orientati
ai principi dello sviluppo
sostenibile; |
 |
Sviluppare
partnerships di ricerca
applicata con il mondo
imprenditoriale e con organizzazioni
della società civile
a livello locale; |
 |
Promuovere
attività di divulgazione
scientifica per il largo
pubblico, per il mondo
della scuola, per gli insegnanti
-di ogni ordine e per i
media locali |
V a n t a g g i
 |
Fornire
informazioni, studi e ricerche
aggiornati per una migliore
analisi delle problematiche
discusse; |
 |
Avvicinare
il mondo della ricerca
e delle professioni ad
altri attori sociali, economici
ed istituzionali; |
 |
Far
conoscere e valorizzare
i progetti realizzati del
proprio settore come contributo
allo sviluppo sostenibile
a livello locale; |
 |
Partecipare
in modo attivo alla definizione
di progetti innovativi
sul territorio locale; |
 |
Intraprendere
progetti di partenariato
con altri attori per lo
sviluppo sostenibile. |
Impresa e Commercio
Cosa possono fare le imprese per lo sviluppo sostenibile e l'Agenda 21
Locale?
 |
Elaborare
politiche orientate verso
una produzione a basso
impatto ambientale; |
 |
Garantire
una gestione responsabile
ed etica dei prodotti e
dei processi sotto il profilo
sanitario, della sicurezza
e dell'ambiente; |
 |
Introdurre
sistemi di gestione ambientale
(Reg. U.E. Eco-Management
e Auditing -EMAS, ISO14001); |
 |
Investire
nelle tecnologie più pulite
e nella progettazione di
eco-prodotti previo un'analisi
del ciclo di vita dei prodotti
(Life Cycle Assessment)
e l'eco-design; |
 |
Introdurre
sistemi di contabilità ambientale; |
 |
Incoraggiare
i fornitori ed i rivenditori
ad adottare standard ambientali
nei loro prodotti e servizi; |
 |
Promuovere
la formazione e il dialogo
fra i dipendenti nella
gestione e nell'uso eco-efficiente
delle risorse; |
 |
Promuovere
la comunicazione esterna
sulle prestazioni ambientali
dell'impresa, mediante
la redazione di rapporti
- bilanci ambientali periodici; |
 |
Adottare
accorgimenti per salvaguardare
la sicurezza e la salute
dei dipendenti e delle
comunità locali; |
 |
Istituire
delle strutture di servizi
e di consulenza ambientale
per le piccole imprese
e per l'artigianato; |
 |
Potenziare
la ricerca di soluzioni
tecnologiche e gestionali
in campo ambientale; |
 |
Coinvolgere
altre imprese in progetti
di partenariato su progetti
ambientali e di sviluppo
sostenibile a livello locale. |
V a n t a g g i
 |
Fare
conoscere le problematiche
del mondo delle imprese
ad un ampio numero di attori |
 |
Diffondere
la conoscenza su progetti
di carattere ambientale
già realizzati; |
 |
Apprendere
e scambiare informazioni
sulle migliori pratiche
ed esperienze di gestione
ambientale; |
 |
Capire
la percezione ed anticipare
i bisogni di altri attori
sociali, culturali ed istituzionali; |
 |
Intraprendere
progetti di partnership
per lo sviluppo sostenibile; |
 |
Contribuire
a promuovere progetti innovativi
sul territorio locale. |
Lavoratori
Organizzazioni sindacali
Cosa può fare il mondo dei lavoratori rappresentato dalle OO.SS.
per lo sviluppo sostenibile e l'Agenda 21 Locale?
 |
Elaborare
insieme alle imprese politiche
e strategie di produzione
sostenibili dal punto di
vista ambientale, economico
e sociale; |
 |
Sostenere
l'introduzione di tecnologie
più pulite orientate
al miglioramento della
qualità dei prodotti
e della loro sicurezza
nonché alla riduzione
dell'impatto ambientale
all'inizio del processo
produttivo; |
 |
Sostenere
l'introduzione di procedure
e sistemi di gestione ambientale
secondo standard internazionali
riconosciuti (es. Regolamento
U.E. EMAS e ISO 14OO1); |
 |
Favorire
momenti di formazione per
i referenti delle organizzazioni
sindacali sulle nuove procedure
di gestione ambientale
e della sicurezza sottolineando
le implicazioni economiche,
sociali e ambientali; |
 |
Sostenere
momenti di formazione per
nuove figure professionali
legate alla gestione ambientale
e della sicurezza; |
 |
Promuovere
la comunicazione sulle
prestazioni ambientali
e della sicurezza (rapporti
ambientali) all'esterno
delle imprese rivolta alla
cittadinanza e a tutti
gli attori istituzionali; |
 |
Incentivare
i dipendenti ad individuare
e realizzare piccole azioni-obiettivi
di tipo tecnologico e gestionale
per migliorare le condizioni
di sicurezza e le prestazioni
ambientali degli impianti
produttivi. |
V a n t a g g i
 |
Fare
conoscere le problematiche
del mondo del lavoro ad
altri attori sociali; |
 |
Far
conoscere e valorizzare
le esperienze di buone
pratiche e le iniziative
già messe in atto
dalle organizzazioni sindacali
come contributo allo sviluppo
sostenibile a livello locale; |
 |
Avvicinare
le organizzazioni sindacali
ad altri attori sociali
e istituzionali; |
 |
Partecipare
in modo attivo alla definizione
di progetti innovativi
di sviluppo sostenibile
sul territorio locale. |
Volontariato
V a n t a g g i
 |
Fornire
esperienze, informazioni,
risorse per una migliore
analisi delle problematiche
discusse; |
 |
Valorizzare
progetti ed esperienze
di progetti conclusi e
in corso in un'ottica di
sviluppo sostenibile; |
 |
Promuovere
risorse umane e idee per
realizzare nuovi progetti
e nuove relazioni per la
sostenibilità locale; |
 |
Stabilire
nuovi progetti di partnership
con altri attori locali
per lo sviluppo sostenibile; |
 |
Partecipare
in modo attivo alla definizione
di progetti innovativi
sul territorio locale. |
PERCHÈ AGENDA 21
A SAN FILIPPO DEL MELA: GLI
OBIETTIVI
Il processo di Agenda 21 Locale
a San Filippo del Mela nasce
il 19 dicembre 2003 a seguito
della adesione ufficiale da
parte dell'amministrazione
comunale alla Carta di Aalborg
(delibera della Giunta Comunale
n. 204).
L'obiettivo principale del processo è la definizione e la realizzazione
di un Piano di Azione di lungo termine per lo Sviluppo Sostenibile per
la Valle del Mela, coinvolgendo tutti gli attori della comunità locale,
e le amministrazioni dei territori confinanti per attuare i principi
del Programma Agenda 21 dell'ONU per il XXI° secolo, sottoscritto
alla Conferenza di Rio de Janeiro nel giugno 1992 da 180 governi, tra
cui anche quello italiano.
In concreto attraverso il processo Agenda 21 Locale l'amministrazione
comunale si impegna ad identificare un sistema di indicatori utili a
pianificare e programmare un modello sostenibile che indirizzerà e
impegnerà il futuro processo decisionale dell'Amministrazione
comunale.
Il modello sostenibile sottintende la volontà di porre l'ambiente
come cardine dello sviluppo (economico, sociale e culturale) della comunità locale
volto ad arrestare il degrado ambientale, per soddisfare i bisogni non
solo della popolazione presente ma anche di quella futura al fine di
raggiungere una maggiore qualità della vita ed una maggiore equità tra
le attuali generazioni.
25/08/2004
- Redatto a cura dell'ufficio "Agenda 21 L" San
Filippo del Mela |